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Sito ufficiale del medico estetico a Alessandria del Dott. Francesco Leva.

Lo xantelasma è una neoformazione nodulare legata ad un deposito di colesterolo manifesta sempre in prossimità delle palpebre superiori. La sua formazione non desta pericoli per il paziente, non essendo dolorosa o particolarmente fastidiosa. Le cellule che lo compongono sono probabilmente derivanti da macrofagi di lipidi. La necessità di rimuoverla è nel 98% dei casi legata ai fini estetici. Pertanto per l'eliminazione dello xantelasma, la medicina estetica propone una serie di trattamenti non invasivi e esenti dal lasciare esiti cicatriziali.  


RICONOSCERE LO XANTELASMA

Lo xantelasma si presenta intorno alla superficie palpebrale in forma primaria di macchia di colore biancastro o giallo. La neoformazione può presentarsi in forma rotondeggiante o allungata con possibili zone in rilievo e quindi più in evidenza. Costituita per il 90% da acqua, ha una consistenza morbida e una dimensione calcolabile da millimetri a centimetri. Lo xantelasma può inoltre presentarsi contigua o a placche interessando anche l'intera palpebra superiore nei casi più gravi. Il problema si manifesta generalmente intorno ai quarant'anni.


L'ORIGINE DEL PROBLEMA

Studi a riguardo hanno attribuito la comparsa dello xantelasma a valori di colesterolemia. Anche se non sempre i pazienti che presentato queste neoformazioni hanno valori elevati di colesterolo nel sangue, il colorito giallastro dello xantelasma è ricondotto ad una fuga di lipidica dai vasi e conseguente accumulo nel derma superficiale delle palpebre. La zona peripalpebrale è caratterizzata da una cute più sottile rispetto alla corposità del resto della cute e pertanto è più favorevole per la fuoriuscita dei lipidi, resa forse più facile da una permeabilità vascolare legata a condizioni di infiammazioni allergiche o irritative. Il problema dello xantelasma interessa con maggiore frequenza le donne dopo i quarant'anni e gli uomini in percentuale minore dopo i 60. La neoformazione si manifesta inizialmente come piccola rilevanza all’angolo interno della palpebra prima di estendersi e pronunciarsi in esteso sul tessuto palpebrale. Lo xantelasma può colpire anche entrambi gli occhi costituendo un vero disagio.

 

I TRATTAMENTI PER ELIMINARLI

Fino a qualche tempo fa, per l'asportazione degli xantelasmi si ricorreva frequentemente a trattamenti di crioterapia con azoto liquido o acido tricloracetico. In alcuni casi di particolare estensione del problema, si optava anche per l'intervento chirurgico. Oggi la medicina estetica offre altri trattamenti non invasivi e predisposti ad una rimozione dello xantelasma senza lasciare segni cicatriziali permanenti.

 

FELC

Il Felc è un elettromedicale caratterizzato da un flusso di elettroni specifico per la rimozione di  qualsiasi inestetismo cutaneo. Il raggio Felc è selettivo e non cede infatti calore ai tessuti circostanti il problema. Il flusso di elettroni agisce al livello superficiale del derma destando la vaporizzazione dello xantelasma. Nei giorni successivi al trattamento, sulla zona di interesse si presenterà una crosta destinata a cadere da sé. Dopo qualche settimana la pelle recupererà il suo aspetto originario senza presentare segni evidenti o forme cicatriziali.


PLEXER®

Il plexer® è una strumentazione medica utilizzata per l'esecuzione di trattamenti di chirurgia non ablativa. Il macchinario sfrutta le proprietà del gas ionizzato per produrre una sublimazione tissutale dello xantelasma. Lo strumento emette infatti un arco elettrico che selettivamente agisce sullo strato corneocitico , senza coinvolgimenti della lamina basale e dispersioni di calore nei tessuti circostanti. Al termine della seduta con plexer® sulla zona trattata sarà visibile un sottile strato carbonioso prodotto della sublimazione del tessuto cutaneo. A distanza di poco tempo quindi si formerà una crosticina da non rimuovere assolutamente e pertanto destinata a cadere spontaneamente entro e non oltre i 7-10 giorni.

 

LASER CO2

Il laser CO2 favorisce la rapida rimozione dello xantelasma attraverso un processo di vaporizzazione definitiva della papula. Lo strumento emette ad intervalli regolari un sottile raggio di luce a diffusione circolare che agisce sul piano superficiale del derma senza comprometterne gli strati profondi. Il sistema computerizzato del macchinario laser consente di calcolare e stabilire la combinazione ideale tra potenza del raggio, profondità d’azione e tempi di esecuzione. Il trattamento è rapido e non lascia segni evidenti. Al termine della seduta laser, il paziente potrà infatti tornare a casa e alle proprie mansioni.

 

RISCHI

È importante ricordare che i trattamenti medici per la rimozione dello xantelasma non sempre sono indicati. In presenza infatti di particolari malattie cutanee o patologie a carico di organi non è possibile ricorre al laser, al Plexer® o al Felc. Inoltre si tratta di strumentazioni mediche e pertanto è fondamentale che ad eseguire la rimozione della neoformazione sia sempre un medico con competenza nel settore. Un errato utilizzo dei macchinari in questione potrebbe ledere il tessuto cutaneo  lasciando segni cicatriziali evidenti. Inoltre è bene non rimuovere la crosta presenta a seguito del Plexer® e del Felc per evitare possibili infezioni e la comparsa di segni persistenti.


RISULTATO FINALE

In tutti i casi di trattamenti medici, la rimozione dello xantelasma è definito. Non ci sono infatti rischi di recidive. Tuttavia è necessario attendere qualche giorno dopo la seduta medica per poter ammirare gli effetti del laser, Plexer® e Felc. Senza nessun segno, nessuna incisione o segno cicatriziale, la palpebra apparirà in tutta la sua naturalità.

 

Per maggiori informazioni sullo xantelasma ad Alessandria viene a trovarci presso lo studio estetica Trotti – Ricci, via Cavour 13 - Alessandria - Cap 15121. Dott. Francesco Leva, oppure contattaci al:

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